Il buono ben fatto

Stanca di stare zitta, duque scrivo.

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Ho scoperto la passione per scrivere dunque sono stanca di stare zitta!

Il titolo potrebbe sembra un po’ spinto, sono d’accordo.

L’ho scelto per sottolineare il fatto che mi esprimo meglio per iscritto.

Questa è un po la ragione del mio blog, per poter esprimere i miei pensieri secondo la mia volontà.

Mi piace prendere il tempo per trovare le parole giuste per spiegarmi.

Quando arriva il momento di esprimermi o di spiegarmi verbalmente, sembra che c’è qualcosa che mi trattiene.

Mi sento come se quello che ho da dire, disturba.

Come se gli altri sono troppo occupati per darmi il tempo di ascolto e devo fare in fretta a finire la mia storia ancor prima di iniziare.

Spesso a questo punto inciampo nelle mie parole e nei miei pensieri.

Sento un’emozione di disagio che sorge in me, come il mercurio in aumento in un termometro quando si avvicina ad una fiamma.

Di più, appena mi accorgo che mi si sta ascoltando, soprattutto quando in gruppo, a questo punto mi si crea una confusione in testa è non mi ricordo più la conclusione di quello che volevo illustrare.

Ho completamente dimenticato quello che volevo dire!

La maggior parte del tempo, metto subito fine a la mia storia, nella speranza che l’attenzione viene rapidamente deviata altrove.

Animare una folla a”brucia a pelo » in realtà non è nella mia natura!

Anche s’è, sono fiduciosa di avere buone idee di discorsi che mi immagino posso parlare davanti ad un pubblico facilmente e senza imbarazzo.

In breve, tendo a girare la lingua sette volte prima di parlare e spesso mi sto zitta comunque!

Questo non è causa di un’ingiustizia vissuta, né di un grido “d’aiuto”, il mio desiderio di esprimermi per iscritto, è solo più facile che per via orale.

L’accetto, e tento di migliorare.

Ricordo che in 6a elementare, la nostra classe ha partecipato alla produzione di un libro.

Il libro è stato fatto di pagine bianche con una copertina rigida di colore.

In classe, dovevamo mettersi d’accordo sul titolo.

Indovinate chi ha avuto l’idea del titolo scelto?

Sì, proprio io!

All’unanimità, miei compagni di classe avevano votato per il mio titolo che era: I miei pensieri segreti!

Originale, no?! Sicuramente nessuno si ricorderebbe di questo, ma io si, ero orgogliosissima!

Ogni studente della classe producete il suo libro.

Prendendo una pila di pagine bianche ed incollandole tra una copertina di cartone rigido.

Poi si doveva stampare il titolo del libro ed il nome di ciascun alluno sulla copertina.

Posizionando ogni lettera di metallo in contrario, in una pressa si stamparono delle bellissime lettere color oro.

Mia madre che avendo partecipato come volontaria in questa attività è stata lei che mi ha fatto provare la stampa.

Trovai un po’ strano che aveva fatto errori ortografici nel mio nome!

Più tardi ho capito che era un modo per coinvolgere i bambini e mantenere la loro attenzione.

E ‘stata una grande esperienza!

Ogni studente ricevete il loro libro personalizzato, pronto ad accogliere i frutti della loro immaginazione.

E ‘stato il mio primo diario.

Che una grande invenzione, una collezione per i miei disegni, racconti, poesie, idee, sogni, progetti e segreti!

Questo è stato solo l’inizio. Durante tutti gli anni del mio liceo ho scritto molto in un diario, in realtà ne ho avuti tanti.

Ho vissuto anni bellissimi durante le scuole superiori. sono stati dei momenti non sempre facili, ma molto gratificante!

Ho scritto praticamente ogni giorno fino a quando avevo 21 anni.

Mi piace scrivere, mi libera. Anche oggi, ho pezzi di carta in giro con le idee scarabocchiate su di essi.

I “post-it” sono i miei amici!

Nell’autunno del 2012, ho scoperto un altro bel strumento di sfruttare la mia passione.

Ho seguito un atelier molto ricco di contenuto, dato a concorrenza di un giorno alla settimana presso la biblioteca nel mio quartiere, da uno scrittore in residenza.

Il soggetto insegnato era la sceneggiatura dal Prof. Antonio D’Alfonso, poeta, scrittore, critico letterario e regista indipendente.

Ha insegnato cinema, letteratura, traduzione, sceneggiatura presso l’Università della California a San Diego, l’Università di Toronto (per adulti), McGill University, UQAM, Concordia University e altro ancora.

Dato la bravura del professor D’Alfonso e la volontà di imparare dagli studenti iscritti, il corso è stato generosamente allungato di una sessione supplementare!

Che fortuna!

Ogni corso era arricchito con informazioni tecniche e conoscenze preziose che non avrei mai pensato di imparare in questo tipo di piccolo laboratorio.

Dal quel momento non più guardato i film allo stesso modo.

Un vero gioiello!

In più, da allora, ho messo su carta alcuni scenari dalla mia immaginazione.

Probabilmente non realizzerò mai film così come ha fatto il talentoso e coraggioso Xavier Dolan, ma vedo i miei film girati nella mia testa e in tutta umiltà, sono molto divertenti!

Pochi mesi fà nel corso di un evento di networking, attraverso una cara amica, ho incontrato una giovane donna che si presentò parlando della sua attività lavorativa, passatempi e ha finito il suo curriculum qualificandosi di blogger.

Mi aggrappai a quella parola “blogger”.

Che cosa è un blogger?! Incuriosita, ho cominciato a fare della ricerche.

Non passò molto prima di capire che ero difronte ad un mondo molto interessante nel punto di vista della scrittura e non ne sapevo nulla!

Sì, avevo sentito un po’ sull’argomento, ma non credevo ci fossero cosi tanti blog e soprattutto che era così accessibile.

Per quanto strano possa sembrare, dopo solo pochi mesi dalle mie prime domande, la mia curiosità in cerca di risposte, ha avuto effetto valanga.

Sono stata proiettata in una seria di situazioni, fino a portarmi a costruire il mio blog.

Ho molta gratitudine verso la vita e le cose buone che porta.

Ora posso esprimermi come sono e condividere le mie passioni.

Inoltre, sono molto grata a l’era della rivoluzione digitale ciò che questo fantastico strumento chiamato il Web!

Mi sono resa conto che le nostre passioni ci seguono nel corso degli anni, anche se la vita ci porta su strade diverse.

Ponendo le domande giuste, c’è un modo per tornare alla base e usarle in modo creativo. Io non vivo dalle le mie passioni, ma piuttosto per le mie passioni.

Laureata in Produzione di Moda del Lasalle College, ho cominciato ad acquisire l’esperienza subito col mio diploma in mano, più di venti anni fa.

La mia pagina di Linked-in ne è dettagliata.

Ora anche a tempo parziale pratico questa mia passione per il cucito, specializzata in abiti da sera.

Anche in questo caso tutto è cominciato dalla mia infanzia con la famosa Barbie.

Inoltre, mia madre era sarta così tessuti, fili, forbici e macchina da cucire hanno sempre fatto parte del arredamento.

Ora, a casa mia è lo stesso. Ho spesso il metro intorno al collo come un boa di piume di struzzo.

Nel corso degli anni, un’altra passione che ho sviluppato, è la pasticceria.

Nel 2002 sono diventata l’orgogliosa proprietaria e pasticciera di una pasticceria in un paesino del sud d’Italia.

In precedenza, a parte fare alcune torte e biscotti fatti in casa durante i compleanni dei miei figli, non avevo alcuna esperienza ne conoscenze nella grande pasticceria.

Tuttavia, ero preoccupata di mantenere gli stessi prodotti che i clienti erano stati abituati.

Perché in caso non sapessi, nei piccoli paesi dove tutti si conoscono, il passaparola è molto efficace dunque la critica che sia buona o meno si prolifera velocemente.

Il cambiamento deve essere graduale e fatto con vigilanza per evitare urti che potrebbero portare alla cattiva pubblicità.

Così, per un mese, l’ex proprietaria mi ha insegnato la sua conoscenza e le sue ricette.

Era una clausola nel contratto di vendita.

Il mese concluso, ero lasciata a me stesso. Così, durante 30 giorni ho dovuto imparare in fretta, fare un sacco di domande e scrivere in dettaglio la procedura, per non parlare dei trucchi del mestiere.

Non è stato facile, ma la volontà di portare a buon fine questa nuova avventura era grande.

Ho avuto l’aiuto di mio marito. Il mio primo studente, che si è dimostrato di essere una delle mie più grande sfide!

Un uomo che ha sempre lavorato con chiavi ed attrezzi da meccanico, si trova a diventare un sous chef pasticcere da un giorno a l’altro.

Ora mi fa sorridere, ma durante il processo di apprendimento, non è stato cosi divertente.

Tuttavia, dopo pochi mesi di attività, mi fecero i complimenti per il buon lavoro.

Mi hanno anche detto che i nostri dolci erano migliori del ex proprietaria!

Wow, che soddisfazione!

Pochi anni dopo, ritornai a Montreal.

Ora continuo a sfruttare questa passione nel mio tempo libero.

Spesso mi è stato chiesto perché non aprire una pasticceria qui?

La mia risposta è semplice e secca, no.

Ne esistono già diversi ed inoltre a tutte la pasticceria che si trova anche nei supermercati.

Il mercato è troppo saturato. Pero ho ottimizzato questo interrogatorio.

Cosa posso offrire a beneficio degli altri con la mia esperienza?

In quale modo chiunque interessati al “know-how”, possa assaggiare la mia pasticceria?

E da qui che parte l’idea del “BUONO BEN FATTO”.

Un atelier immersi nel apprendimento e la pratica di fare i propri dolci e biscotti « di alta qualità”.

Alla fine della giornata, ognuno torna a casa con un bel vassoio delle loro creazioni, e soprattutto con il know-how.

Io insegno la base e poi resta alla propria creatività di personalizzare.

Con questo, ho imparato aa avere fiducia in me stessa, a mettermi in gioco ed a pensare “fuori dagli schemi”.

Nel rivedere le mie passioni e ponendo le domande giuste continuo ad usarle.

La creatività attira come una calamita, le idee che poi manipola e forma, fornendo cosi le risposte giuste.

E tu, vivi anche per le tue passioni? Raccontami…

Per il piacere, non la gloria.

Giovanna

À propos de Giovanna Posteraro

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